
In questo post cercheremo di risolvere i problemi più comuni che si possono verificare nell‘utilizzare il Finder di Mac OS X. Alcuni possono essere minori, come quando non si memorizza la posizione e/o dimensione delle finestre, ed altri più gravi, come quando si chiude inaspettatamente quando cerchiamo di aprire una directory specifica. In entrambi i casi è consigliabile avere a portata di mano questo tutorial prima di complicarci la vita cercando soluzioni più specifiche.
Dobbiamo partire dal concetto che il Finder memorizza le sue preferenze esattamente come qualsiasi altra applicazione di Mac OS X. Per questo motivo, in alcuni casi questi file si possono danneggiare, provocando così un cattivo funzionamento del Finder. Il modo più semplice per risolvere questi problemi è quello di eliminare questi file di preferenze, in modo che Mac OS X possa generarli di nuovo.
Per eliminare le preferenze del Finder dobbiamo:
Nel caso che il Finder non si possa aprire, possiamo eseguire la stessa procedura grazie a Terminal:
Affinché i cambi effettuati abbiamo effetto, dovremo chiudere sessione o riavviare il Finder.

Uno dei vantaggi di usare un sistema operativo con cuore Unix è quello di avere una potente applicazione chiamata Terminal grazie alla quale potremo risolvere vari problemi semplicemente utilizzando delle linee di codice, senza obbligatoriamente ricorrere a software di terze parti.
I file .nrg sono immagini di disco create attraverso il famosissimo programma Nero e che Mac OS X non riconosce. Nonostante esistano programmi esterni come Toast (al modico prezzo di 99,99€) che ci permettano di utilizzare queste immagini di disco, fortunatamente esiste un metodo gratuito per convertire queste immagini in file .iso riconosciuti dal nostro Mac OS X.
La prima cosa da fare è quella di installare Xcore, il software di sviluppo di Mac OS X. Possiamo trovare quest‘applicazione nello stesso DVD di Mac OS X oppure, se possiedi i due DVD che hai trovato quando apristi per la prima volta la scatola del tuo Mac, Xcode si trova nel DVD numero 2.
Per poter convertire file immagine da .nrg a .iso andremo ad utilizzare l‘unione di Xcode con il progetto di Macports. Questo progetto di codice aperto ci permetterà di installare piccoli programmi direttamente da linea di comandi di Mac OS X. Per i linuxiani, qualcosa di simile a quello che si poteva fare con i pacchetti della distribuzione Debian con il comando apt-get.
Bene, a questo punto, una volta installato Xcode, procediamo con il download del file .dmg di Macports, corrispondente alla versione di Mac OS X che stiamo utilizzando. Lo installiamo e procediamo con l‘aggiornamento del pacchetto, introducendo questa linea di comando in Terminal:
sudo port selfupdate -v
Vedremo come dallo stesso Terminal ci connetteremo al server di Macports per comprovare se disponiamo della ultima versione del programma. Una volta fatto ciò, non ci resta che installare l‘applicazione nrg2iso direttamente da Terminal:
sudo port install nrg2iso
Ancora una volta ci connetteremo al server esterno e inizierà il download del pacchetto di questo piccolo programma scritto da G. Kokanosky. Una volta installato, non ci resta che invocarlo da Terminal per procedere con la conversione del file .nrg a .iso. Non dimentichiamo di scrivere il path intero dove si trova il file .nrg e quindi scriviamo:
nrg2iso fileimmagine.nrg fileimmagine.iso
Per dover di cronaca, ricordiamo che esistono occasioni in cui i file immagine .nrg non sono compressi. Per tanto, semplicemente cambiando l‘estensione da .nrg a .iso, potremo tranquillamente leggere il contenuto dell‘immagine. In questo caso, lo stesso programma che abbiamo appena installato ci informerà di ciò.

Sembra proprio che siamo vicini al lancio ufficiale della versione di Mac OS X 10.6.3. Infatti Apple ha appena consegnato agli sviluppatori l‘ennesima build, la 10D561, e come le altre due versioni precedenti, non sono stati dichiarati ufficialmente i cambi e le migliorie che questa versione apporta. Adesso i betatester dovranno concentrarsi su Bluetooth, iCal, le porte USB, i controller grafici e QuickTime.

Se sei tra quelli che lavorano con molti file in formato PDF e devi inviarli per e-mail o semplicemente vuoi che occupino meno spazio sul tuo disco duro, puoi utilizzare un semplice trucco per comprimere questi tipi di file senza ricorrere ad un programma extra.
Per far ciò dobbiamo aprire il documento PDF che vogliamo comprimere in Anteprima. Una volta aperto, dobbiamo salvare il documento facendo click su ARCHIVIO —> REGISTRA COME… e selezionare nel menù l‘opzione “Reduce File Size“ che troviamo tra le opzioni del Filtro di Quartz.
I risultati sono abbastanza buoni con i file di testo, mentre con contenuti vettoriali le perdite sono minime e con contenuti a colori si notano ancora di più. Facendo delle prove con differenti file PDF, siamo riusciti a ridurre di ben 7 volte le dimensioni originali.
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Il terzo aggiornamento dell‘ultima versione del sistema operativo di Apple, includerà importanti miglioramenti in QuickTime, migliorerà il rendimento di Logic in un intorno a 64 bit e la stampa di documenti.
Le nuove migliorie sono state dettagliate insieme a la consegna, agli sviluppatori, della nuova versione di Snow Leopard, con etichetta 10D538, che è stata distribuita quasi due settimane dopo la versione 10D522, versione nella quale sono state incluse le basi per l‘integrazione con OpenGL 3.0.
In modo più specifico, le persone familiarizzate con questa nuova versione beta del sistema operativo che iniziò ad essere distribuito lo scorso venerdì, hanno indicato che l‘aggiornamento include importanti miglioramenti in quando ad affidabilità, sicurezza e rendimento in QuickTime X, includendo anche settings che migliorano il rendimento di Logic a 64 bit.
Altri miglioramenti che apporta questa nuova versione, è una maggiore compatibilità con le stampanti ed applicazioni OpenGL. Apple ha anche chiesto agli sviluppatori di concentrare i loro sforzi nel valutare componenti come AirPort, VoiceOver, ed i driver delle schede grafiche.
Per il momento solo si conosce un unico problema che quest‘aggiornamento non risolve: gli album fotografici di FrontRow.

Apple ha pubblicato, oggi, un aggiornamento di Boot Camp, il software che utilizza Mac OS X per installare facilmente un secondo sistema operativo in modo nativo (nei Mac con processore Intel). L‘aggiornamento offre supporto per Windows 7, l‘ultima versione del sistema operativo di casa Microsoft, lanciato lo scorso autunno.
Boot Camp passa così alla versione 3.1 e permette installare Windows 7 Home Premium, Windows 7 Professional o Windows 7 Ultimate. Risolve anche i problemi con i trackpad, spegne l‘uscita audio digitale (la luce rossa nel connettore delle cuffiette) quando non si sta utilizzando ed offre compatibilità con le tastiere wireless di Apple e con il Magic Mouse.
Gli aggiornamenti devono essere applicati da Windows e dobbiamo scegliere la versione a 32 o 64 bit secondo la versione di Windows che abbiamo installato.

L’aggiornamento di sicurezza 2010-001 è consigliato a tutti gli utenti e migliora la sicurezza di Mac OS X.
Per informazioni sul contenuto di sicurezza dell’aggiornamento, vai sul sito web:http://support.apple.com/kb/HT1222?viewlocale=it_IT.
Sono sicuro che molti di voi lo hanno pensato più di una volta: non sarebbe geniale se il Finder avesse le tab? Da oggi, grazie a TotalFinder, possiamo risolvere, parzialmente, questo problema.
L‘installazione di questo plugin (che richiede SIMBL) è molto semplice, come anche il funzionamento. Una volta installato, avremo già le tab completamente operative (forse sarà necessario riavviare il Finder, nel mio caso ho dovuto farlo).
A parte le tab, che si possono gestire in modo similare a quelle di Google Chrome, questo plugin ha un paio di caratteristiche interessanti, che possiamo trovare nel Pannello delle Preferenze dello stesso Finder. Possiamo attivare il Finder in modalità Visor, in modo che, con una combinazione di tasti, appaia dalla parte inferiore del nostro desktop ed al di sopra di tutte le finestre (molto simile alla console dei comandi di Counter Strike).
Il programma è ancora in fase Alfa, nonostante funzioni abbastanza bene e, salvo un paio di errori visuali, non ci ha dato nessun problema. È disponibile gratuitamente anche se la versione di prova dura solo 11 giorni. A partire dal dodicesimo giorno siamo obbligati ad aggiornare alla versione Alfa successiva. Tutti coloro che utilizzando ancora Mac OS X 10.5 Leopard, non potranno utilizzare questo plugin, dato che è solo compatibile con Snow Leopard.

Il prossimo aggiornamento di Mac OS X Snow Leopard, la 10.6.3, potrebbe portarci un‘interessante sorpresa per tutti gli utenti di Snow Leopard. Secondo alcune prove realizzate da uno sviluppatore con la beta di Mac OS X 10.6.3, sono state trovate tracce di un supporto OpenGL 3.0, che ovviamente ci permetterebbe di spremere al massimo le schede grafiche integrate incluse nelle attuali linee Mac.
Per il momento, questo supporto non è stato documentato da Apple, però secondo le prove di questo utente, sembra che la versione 3.0 sarebbe supportata in un 95%, la versione 3.1 in un 12% e la versione 3.2 in un 33% (come possiamo vedere nell‘immagine che apre il post). Analizzando queste cifre, possiamo affermate che ancora c‘è molta strada da fare, però il fatto che Apple stia lavorando su questo supporto, è davvero una buona notizia.
Speriamo non dover aspettare la versione 10.7 di Mac OS X per poter usufruire di questo supporto.

Nonostante molti affermino (mi includo anche io!) che Apple abbia uno dei migliori sistemi operativi presenti nel mercato, sempre esistono bug da correggere e buchi da tappare. Maksymilian Arciemowicz, esperto in sicurezza, ha pubblicato recentemente un codice che corrisponderebbe ad una vulnerabilità di Mac OS X Snow Leopard.
Questa falla, che sarebbe presente anche in Mac OS X Leopard, sembra prodursi per un possibile errore nel buffer di overflow causato dall‘uso della funzione strod, che si trova nella base Unix del sistema operativo di Apple. Sembra che questa vulnerabilità si trovi nel codice ibc/gdtoa in OpenBSD, NetBSD e Mac OS X, come anche nelle applicazioni Google Chrome, Mozilla Firefox ed altri programmi di Mozilla, Opera, KDE* e K-Meleon.
Il problema è che questo “buco“ può essere usato da terzi in modo remoto per attaccare il nostro dispositivo, anche se non vengono indicati i risultati che potrebbero essere conseguiti utilizzando questa vulnerabilità.
Nonostante questo problema sia stato già risolto in FreeBSD e NetBSD, a parte Google e Mozilla, Apple non si è ancora pronunciata al riguardo. Speriamo che lo faccia presto con un classico “Aggiornamento Software“.